LEONARDO ALZANI: COME CUSTODIRE IL SAPER FARE GUARDANDO AL FUTURO

Imbalplast è la storia di un’impresa famigliare che si tramanda di generazione in generazione, con la stessa passione, gli stessi autentici valori e una visione aperta ai cambiamenti per dare stabilità al futuro. La continuità di un’impresa familiare non si costruisce sulla carta, è l’impegno di un giorno alla volta, direttamente nei reparti dove prende forma il prodotto. Da poco più di un anno, la quarta generazione della nostra famiglia, “gli Alzani”, ha fatto ufficialmente il suo ingresso in azienda con Leonardo.

In questo primo periodo Leonardo ha scelto di partire dalle basi: nessun salto in avanti, ma un percorso immersivo dedicato a imparare i fondamentali della produzione del packaging igienico-sanitario. Un apprendimento fatto di ascolto, precisione e profondo rispetto per il lavoro di chi, ogni giorno, garantisce la qualità che ci contraddistingue.

In questa intervista, Leonardo ci racconta l’emozione del debutto, le sfide tecniche di questo primo anno e l’orgoglio di raccogliere un testimone così importante.

“Leonardo, ti sei laureato in Economia e Giurisprudenza com’è stato il passaggio dal mondo universitario al lavoro quotidiano in azienda? Qual è stata la prima impressione?”

È stato sicuramente un bel salto, non mi aspettavo che si potesse avere una capacità decisionale così rapida. Mi ha colpito proprio la velocità con cui si affrontano le situazioni quotidiane, tante cose a cui pensare, le scadenze, il lavoro di squadra, gli imprevisti, la programmazione produttiva e tutto deve essere deciso con determinazione, chiarezza e velocità. Allo stesso tempo, ho apprezzato molto l’opportunità di imparare direttamente sul campo e di vedere l’impatto concreto del proprio lavoro. Sai, all’università si acquisiscono solide basi teoriche e si impara a ragionare in modo strutturato; in azienda, invece, bisogna trasformare rapidamente quelle conoscenze in decisioni e risultati concreti. Molto stimolante!

“Questa prima fase del tuo percorso è dedicata a comprendere a fondo come nasce il prodotto. Perché secondo te è fondamentale partire proprio dalla fabbrica e dalle basi produttive?

Ritengo che conoscere il prodotto fin dalle sue origini sia fondamentale per comprenderne davvero il valore e capire come funziona. Partire dalla fabbrica permette di capire i processi, l’attenzione ai dettagli e il lavoro che c’è dietro ogni fase della produzione. È un’esperienza che ti dà una visione più completa dell’azienda,  ti aiuta ad affrontare qualsiasi ruolo futuro con maggiore consapevolezza. Senza questa ampia conoscenza come puoi consigliare al meglio un cliente?  Ogni prodotto ha caratteristiche che necessitano di un sacchetto, diciamo ideale, che ne garantisca la giusta protezione, l’estetica, le normative e la sua sostenibilità.

“Il settore del packaging igienico-sanitario richiede altissima precisione. Qual è l’aspetto tecnico della produzione che finora ti ha messo più alla prova?”

Sicuramente la grande attenzione ai dettagli e agli standard qualitativi richiesti. Mi ha colpito quanto ogni fase del processo debba essere monitorata con precisione per garantire un prodotto finale conforme e affidabile. È un aspetto che richiede concentrazione, metodo e una continua voglia di imparare e capire sempre di più.

“C’è un macchinario, un processo o una fase della lavorazione dei sacchetti che trovi particolarmente affascinante e che stai studiando con più attenzione?”

Ci sono tre fasi che sto seguendo con particolare interesse: l’estrusione, la stampa e la saldatura. L’estrusione perché è il punto di partenza di tutto il processo e da lì nascono le caratteristiche del film. La stampa per l’elevato livello di precisione e attenzione ai dettagli, soprattutto per garantire qualità e riconoscibilità al prodotto. Infine, la saldatura è una fase molto interessante perché è lì che il packaging prende la sua forma definitiva e ogni parametro deve essere controllato con grande accuratezza. Vedere come queste tre fasi si integrano tra loro mi sta aiutando a comprendere sempre meglio il valore e la complessità del processo produttivo. Ma anche il lavoro d’ufficio è rilevante sia per la gestione degli ordini, sia per il coordinamento tra la parte produttiva e quella organizzativa: tutto parte dall’analisi delle richieste del cliente e dalla pianificazione delle lavorazioni, per poi arrivare al monitoraggio delle attività fino alla consegna del prodotto finito. Un bel po’ di lavoro!

 “Vista la tua passione per il calcio ci racconti com’è iniziata, come ti sta impegnando oggi e come si concilia con il lavoro?”

La passione per il calcio è nata quando ero bambino e da allora mi accompagna ogni giorno. Oggi gioco nel campionato di Eccellenza, un impegno che richiede costanza e organizzazione: ci alleniamo tre volte a settimana e la domenica è dedicata alla partita. Conciliarlo con il lavoro non è sempre semplice, ma lo sport mi ha insegnato valori che porto anche in azienda, come la disciplina, il sacrificio e il lavoro di squadra. Alla fine, credo che le due esperienze si completino a vicenda: il calcio mi aiuta a staccare la mente e a mantenere il giusto equilibrio, mentre il lavoro mi dà stimoli e responsabilità che mi fanno crescere ogni giorno

“Permettimi di usare la metafora del calcio. Qual è la “partita” più stimolante che stai giocando oggi in azienda?”

Sicuramente quella di crescere il più velocemente possibile per poter dare un contributo concreto alla realtà familiare. Vedere mia nonna ancora presente in ufficio a 84 anni e osservare ogni giorno quanto i miei genitori conoscano profondamente l’azienda è per me una grande fonte di motivazione. Mi stimola a imparare, ad ascoltare e ad acquisire competenze nel minor tempo possibile, con l’obiettivo di poterli affiancare sempre di più e, un domani, aiutarli direttamente nella gestione quotidiana. Hanno tracciato un solco facendo scelte che condivido pienamente e che continuerò a portare avanti, come la sostenibilità, la responsabilità sociale e l’attenzione al nostro territorio.

Il futuro si scrive un passo alla volta

L’intervista con Leonardo ci ricorda che ogni grande storia aziendale si rinnova solo attraverso la pazienza dell’ascolto e la dedizione all’apprendimento. Veder crescere la quarta generazione all’interno dei nostri reparti, a stretto contatto con i macchinari e le persone che fanno grande Imbalplast, è per tutti noi un motivo di profondo orgoglio.

Il viaggio di Leonardo è appena iniziato, ma le fondamenta che sta costruendo oggi sono la migliore garanzia per la qualità e la solidità del nostro domani.

Ringraziamo Leonardo per la disponibilità e gli auguriamo un buon proseguimento di lavoro nei nostri reparti!