LA METAMORFOSI DEL FERRAGOSTO DAL BOOM ECONOMICO AD OGGI

Siamo prossimi al Ferragosto e ci nasce la curiosità di analizzare come sono cambiate le abitudini degli italiani in questa data. Da parte nostra non c’è alcuna velleità di salire in cattedra, è solo un piccolo esercizio di costume, una sorta di lente sociologica per capire come si è evoluto il nostro stile di vita, il concetto di benessere e, per riflesso, il modo in cui concepiamo la cura della persona e della famiglia.

Il 15 di agosto è sempre stato il termometro sociale del nostro Paese. Per decenni è stato sinonimo di esodo di massa, ha rappresentato un confine sacro: il culmine del riposo. Il giorno in cui l’Italia industriale spegneva letteralmente i motori.

Oggi quel modello di stop collettivo è tramontato, le vacanze sono frammentate, si viaggia in modo più flessibile, con partenze scaglionate e micro-vacanze distribuite nell’anno. Spariti i pranzi pantagruelici in spiaggia, tipici degli anni del boom economico, niente più “schiscette” con lasagne, fettine impanate, frittate di pasta, simboli di una condivisione ruspante, che si consumavano con tutta la famiglia e gli amici sotto l’ombrellone.

Ma ciò che più distingue il Ferragosto di oggi da quello di ieri è il fenomeno social. Il rito laico dell’estate non è più un momento di riposo, ma una performance pubblica da dare in pasto ai follower.

Il pranzo di Ferragosto non inizia se prima non si scatta la foto dall’alto della tavolata o della grigliata. Taggarsi in una caletta esclusiva o in un beach club rinomato è diventato uno status symbol estivo. Il Ferragosto contemporaneo ha smesso di essere una data sul calendario per trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto.

Anche se molti annunciano di voler fare una pausa digital detox la promessa è presto infranta per controllare visualizzazioni o messaggi e, spesso, proprio in quel giorno scatti 100 foto per dimostrare ai follower che ti stai rilassando.

Abbiamo sostituito il silenzio delle città svuotate col rumore di fondo delle notifiche e il riposo rigenerante con la performance digitale.

Forse per ritrovare il vero spirito di questa festa dovremmo fare un passo indietro. Non è importante far sapere su Instagram quanto ci stiamo divertendo. Spegnere lo schermo, ignorare le notifiche e accettare che una fetta d’anguria che gocciola sui piedi possa essere un simbolo estivo anche se non prende neanche un like. Perché la parte migliore dell’estate è quella che dimentichiamo di fotografare.

Ci viene il dubbio che il Ferragosto degli italiani sia solo una messa in scena.

Come siamo passati dalle città deserte e le tapparelle abbassate all’ossessione di geolocalizzare anche una fetta d’anguria?