Sono stati quattro giorni intensi e ricchi di soddisfazione. In un contesto di grande prestigio internazionale come INDEX 26 che, con 625 espositori provenienti da 44 Paesi, ha messo in vetrina l’eccellenza del nonwovens e del pakaging flessibile, Imbalplast ha incassato grandi apprezzamenti e conferme a supporto della propria catena di valore nel comparto igienico-sanitario.

Il tema centrale dell’edizione 2026 della fiera ha messo in rilievo la necessità di integrare la responsabilità ambientale con l’eccellenza tecnica, una sfida che è già da tempo un must della strategia di Imbalplast, garantita da ben 9 certificazioni.
L’interesse dei visitatori è stato catturato dall’ampia gamma di packaging realizzati con plastiche sostenibili di diverse origini, dalla seconda vita post industriale alla seconda vita post consumo, alla seconda vita Mix-eco, alla plastica riciclata post consumo e post industriale. Una mission green, premiata recentemente col Sustainability Award, associata a conquiste di traguardi tecnici innovativi sempre più performanti, anch’essi premiati con il prestigioso BestInFlexo relativo all’eccellenza nella stampa flexografica.

A testimonianza dell’orientamento sostenibile di Imbalplast è stata esposta nello stand un’installazione luminosa realizzata con fili di led avvolti, a mo’ di fiocchi, con i sacchetti utilizzati per i dischetti struccanti, quelli col cordoncino. Un gran bel colpo d’occhio!

Ma non è tutto, nello stand ha trovato posto anche una scultura dell’artista soncinese Jona che ha realizzato il simbolo dell’economia circolare recuperando ritagli e scarti di plastica. Jona è noto anche per aver dato vita a un progetto artistico dedicato al mondo dei non vedenti, realizzando opere con il linguaggio Braille che stanno facendo il giro di diverse città italiane.

L’appuntamento di quest’anno ha coinciso anche con la celebrazione del 50° anniversario di attività, un traguardo che unisce l’esperienza artigianale delle origini con l’innovazione tecnologica che, ormai da quattro generazioni, distingue una compagine famigliare, quella degli Alzani, e che l’ha accompagnata con successo fino a Ginevra.








