STIAMO TRACCIANDO LA NOSTRA ROADMAP PER LA SOSTENIBILITA’

Più ci addentriamo nel mondo della sostenibilità e più ci rendiamo conto di quanto sia complesso e di quanto impegno richieda essere un’azienda sostenibile. Se si vuol prendere seriamente la cosa, s’intende. L’ultimo esempio a conferma di quanto stiamo affermando è lo studio dell’Università di Parma alla quale abbiamo dato incarico di monitorare la nostra carbon footprint. Forse lo ricorderete, ne abbiamo accennato in uno dei precedenti articoli.

In pratica ci siamo detti: abbiamo fatto una serie di scelte e di investimenti in questa direzione (bosco aziendale, fotovoltaico, produzione con materiali riciclabili, ecc.), ma per dare concretezza a queste scelte vorremmo capire effettivamente di quanto abbiamo ridotto le nostre emissioni di CO2, cioè avere in mano dati certi, numeri sui quali poter riflettere e costruire la nostra roadmap della sostenibilità. Ci era sembrata una richiesta logica e invece si è rivelata più complessa di quanto immaginassimo.

Abbiamo scoperto che le impronte di carbonio di un’organizzazione sono suddivise in quattro categorie, secondo il protocollo internazionale GHG per la misurazione delle emissioni di gas serra. Queste categorie servono a rendicontare sia le emissioni dirette che quelle indirette. Ed ecco il primo scoglio: sulle emissioni indirette l’azienda non può intervenire perché, pur essendo legate alla nostra attività, non sono generate da noi ma da fonti esterne impossibili da controllare, come i fornitori e il trasporto.

Quindi l’Università si è concentrata sulle categorie per le quali possiamo agire. Vi risparmiamo l’iter tecnico, tabelle, grafici e calcoli che si sono resi necessari per sapere quanta CO2 in meno abbiamo prodotto, confrontando gli anni 2023 e 2024, e i risultati, ripartiti nei due scenari (localizzazione e mercato) sono rispettivamente – 23% e -88%.   

È un risultato che ci incoraggia a proseguire per raggiungere traguardi sempre più positivi, senza lasciare nulla di intentato, operando a 360° sul piano energetico, sociale e di governance (ESG).

Perché siamo convinti che sostenibilità e redditività siano aspetti complementari di un modello di business centrato sull’innovazione, sulla stabilità e sulla crescita.