Non è facile integrarsi in un’azienda familiare collaudata da anni nei ritmi e nei ruoli. Beatrice ce l’ha fatta e con successo. Merito delle sue capacità innate, della sua tenacia e della voglia di imparare senza attendersi sconti per aver sposato Renato Alzani. Era il 1991 e per quella bella ragazza bionda iniziava una nuova vita, l’avrebbe portata ad essere l’abile ed eclettica manager che oggi tutti apprezziamo e che, a fianco di Renato e Giovanni, rappresenta Imbalplast.
Un percorso difficile? Lo chiediamo a lei in questa breve intervista per conoscerla meglio:
Beatrice, raccontaci i tuoi inizi in Imbalplast
“Avevo già maturato esperienze d’ufficio, ma ero totalmente a digiuno riguardo il mondo del packaging. Per me quei sacchetti erano semplicemente plastica e c’è voluto un po’ di tempo affinché comprendessi il complesso universo del polietilene, delle diverse miscele, delle varie lavorazioni e applicazioni nel settore sanitario. Man mano ho preso maggiore confidenza con ordini, codici e materiali riuscendo a destreggiarmi con più sicurezza e competenza.”
Ti sei trovata subito a tuo agio o hai faticato ad integrarti?
“Chi conosce la famiglia Alzani sa che sono persone molto accoglienti, quindi da questo punto di vista non c’è stata la minima difficoltà. Anzi ho avuto una grande maestra in mamma Mariuccia che mi ha insegnato tanto, anche nei rapporti col personale. E’ stata una manager molto abile, attiva fino a poco tempo fa, gestiva tutto e tutti con pugno di ferro in guanto di velluto. Determinata, giusta e molto attenta alla dimensione umana. Un grande esempio da seguire.”
In un mondo che cambia a una velocità sempre più accelerata quale ritieni sia stato il tuo principale contributo in questi anni?
“L’azienda è cresciuta, siamo passati da 13 dipendenti a 49, un’evoluzione che ha richiesto tanti cambiamenti, primo fra tutti la digitalizzazione, Renato si è occupato dell’aspetto tecnologico della produzione ed io della parte gestionale. Ma non ho fatto tutto da sola, non avrei potuto, ho al mio fianco un team eccellente e siamo ampiamente collaudati anche nell’affrontare possibili imprevisti.”
Qual è l’aspetto del tuo lavoro che ti piace di più?

“Non c’è un aspetto preciso, sono contenta di quello che faccio e consapevole che la vita mi ha offerto esattamente ciò a cui aspiravo da ragazza: una bella famiglia e un’attività gratificante. Ma se devo proprio scegliere è il rapporto con i clienti a cui tengo maggiormente. Un rapporto fatto di stima reciproca ma anche di quella conoscenza che va oltre il lavoro. Credo di non aver mai concluso una telefonata senza aver fatto quattro chiacchiere sulle ultime vacanze o sulla salute o sulla scuola dei nostri ragazzi. È quella dimensione di calore umano a cui tutti in Imbalplast teniamo molto.”
Sappiamo che le donne hanno la capacità di essere multitasking, tu come sei riuscita a conciliare un lavoro impegnativo e famiglia?
“Come la maggior parte delle donne che lavorano, con tanta dedizione, costanza, passione e, soprattutto, tanto amore per i miei cari. Non sono mancati i momenti critici, Renato ed io abbiamo avuto due gemelli, Benedetta e Leonardo, ora ventenni, ma gestirli contemporaneamente da piccoli non è stato proprio facilissimo. Fortunatamente la collaborazione dei nonni non è mai mancata, ce l’abbiamo fatta e sono molto orgogliosa dei risultati conquistati.”
Ringraziamo Beatrice per questa intervista a cuore aperto, non siamo riusciti a farle dire nulla di negativo, qualche piccolo neo ci sarà sicuramente, ma la sua natura la porta a vedere il bicchiere mezzo pieno. Un approccio che condividiamo totalmente. Beatrice ha una visione obiettiva del lavoro centrata sul senso di responsabilità e di riconoscimento per il fondamentale merito di tutto il personale. Frutto di un impegno costante e di una perfetta sintonia con Renato, una coppia nella vita e nel lavoro che ha saputo fare squadra con grande equilibrio e spontaneità.








