SPEDIZIONE ALLE ISOLE SVALBARD: A RISCHIO ORSO POLARE, FOCHE E…NON SOLO.

Si è conclusa con successo la prima fase della spedizione invernale alle Isole Svalbard che Imbalplast ha contribuito a sponsorizzare, in collaborazione col WWF Italia.

In questo periodo dell’anno, in assoluto il più freddo, con temperature percepite che raggiungono i 45° sotto zero, Alessandro Seletti, fotografo naturalista, ha documentato l’effetto del cambiamento climatico sui ghiacci e la fauna di questo luogo incontaminato, spostandosi in motoslitta nell’entroterra e sopra una rompighiaccio tra i fiordi.  

Un’avventura che ha messo a dura prova la sua resistenza fisica, compensata dalla sua grande passione per la divulgazione dei principali fenomeni ambientali.

La seconda fase della spedizione, di cui vi daremo conto a settembre, è programmata per la stagione estiva e offrirà un quadro comparativo completo sullo stato dell’arte.

Recenti studi hanno calcolato che l’Artico si sta scaldando due volte più velocemente del Pianeta nel suo complesso.

La sopravvivenza della fauna, in particolare dell’orso bianco e delle foche, è già ampiamente compromessa. Alessandro ha raccolto le testimonianze di alcuni abitanti di Longyearbyen che hanno confermato come, nell’ultimo decennio, i ghiacciai presenti si siano sensibilmente ritirati e la banchisa sia presente ogni anno per un periodo sempre più limitato.

Bisogna ricordare che tali masse di ghiaccio svolgono un ruolo fondamentale per la vita delle foche. Senza la banchisa gli orsi polari vengono privati della possibilità di cacciare le loro prede preferite e sono costretti a vagare sulla terraferma. Negli ultimi anni gli orsi sono stati osservati cacciare le renne ed a cibarsi anche di uova di uccelli marini determinando così conseguenze che sono ancora in fase di studio.

Saremmo portati a pensare che ciò che accade in un territorio così lontano e isolato non dovrebbe produrre conseguenze nel resto del Pianeta. In realtà il cambiamento climatico non sta mettendo a rischio solo la fauna, ma anche la sopravvivenza della razza umana. Le Svalbard ospitano il “Global Seed Vault”, il deposito di migliaia di specie di semi provenienti da tutto il mondo, costituito nel 2008 per preservare la maggior varietà possibile di colture per l’agricoltura. È una sorta di “Arca di Noè delle piante” che contiene la copia dei semi custoditi in 89 banche genetiche, sparse in ogni continente, banche che potrebbero essere vulnerabili a causa di possibili catastrofi naturali, guerre o malfunzionamenti delle strutture. Un vero e proprio backup realizzato per dare più sicurezza al nostro futuro.

Cenni bio di Alessandro Seletti: originario di Montecchio Emilia, appassionato di animali selvaggi e panorami incontaminati del Nord Europa, è autore di numerosi libri fotografici, mostre e video di grande impatto emozionale. Dal 2000 ad oggi ha creato una vasta rete di collaborazioni con importanti magazine specializzati, musei e organizzazioni di divulgazione come il National Geographic  Alcune sue immagini hanno raggiunto la fase finale di uno dei più prestigiosi concorsi fotografici di natura al mondo: il “Wildlife Photographer of the Year” organizzato a Londra. Entro la fine di quest’anno la spedizione alle Svalbard sarà ampiamente documentato in un libro. https://www.instagram.com/alessandroseletti/.